19 Novembre 2018
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Codice Appalti e riflessi sull’occupazione: Miceli scrive al ministro del Lavoro Di Maio

05-11-2018 10:08 - News Generiche
La Filctem Cgil chiede subito un tavolo di confronto al MiSE sulla delicata questione delle ricadute occupazionali che potrebbero verificarsi dopo l'applicazione dell'articolo 177 del Codice degli Appalti nelle aziende partecipate Elettriche e del Gas



"l'articolo 177, comma 1, del cosiddetto Codice degli Appalti, secondo il parere del Consiglio di Stato diventerà inevitabilmente lo strumento utile a distruggere quell'importante tessuto economico e occupazionale che sono le aziende partecipate che operano nel settore della distribuzione elettrica e gas" si legge nella lettera del segretario generale della Filctem Cgil Emilio Miceli.
Se la norma che prevede – prosegue Miceli nella lettera - che l'80% dei "Contratti di lavoro, servizi e fornitura relativo alle concessioni di importo pari o superiori a 150 mila euro" dovesse applicarsi alle cosiddette partecipate pubbliche, significherebbe che Società come Enel Distribuzione, Snam, Italgas, Hera, Iren, A2a, Acea Distribuzione (Areti), etc. si trasformerebbero in un sol colpo in semplici adesivi da incollare a quelle miriadi di piccole e medie società appaltatrici che dequalificherebbero servizi essenziali per la comunità, senza poter fare quegli investimenti necessari per modernizzare le infrastrutture energetiche.

Ella, signor Ministro, - continua il leader della Filctem Cgil - ha accennato in diverse sue dichiarazioni, ad una preferenza per processi di riacquisizione da parte del sistema pubblico di grandi imprese di questo Paese. Non le sfuggirà che una interpretazione così autorevole del Consiglio di Stato di una legge scritta male, avrà come conseguenza la distruzione della presenza del sistema pubblico nei grandi servizi del nostro paese e la messa a rischio di decine di migliaia di posti di lavoro accompagnati dalla più grande destrutturazione del sistema delle utility mai avvenuto. È un tema assai delicato che ha bisogno di un intervento anche a mezzo di decretazione d'urgenza che preveda la non applicazione dell'articolo citato al settore di distribuzione elettrica e gas, al pari di quanto già previsto per il servizio idrico.

Sarebbe utile – conclude Miceli - incontrarci al tavolo del MiSE insieme alle forze datoriali per porre rimedio al più presto ad una situazione altrimenti non sanabile.


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