19 Novembre 2018
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VOUCHER: un passo indietro per la dignità

10-08-2018 11:06 - News brevi
L´emendamento sui voucher rappresenta un deciso arretramento nelle politiche per il lavoro, un passo
indietro rispetto a diritti e dignità dei lavoratori. Le perplessità che avanzammo già un anno fa quando l´abrograzione dei voucher a
seguito del referendum da noi promosso fu seguita da una nuova normazione che aveva ed ha
tuttora il limite di considerare lavoro occasionale , pur con i limiti che la normativa introduce,
qualunque lavoro si svolga entro un certo limite di corrispettivo economico, senza alcun
riferimento ad una reale occasionalità , oltrettutto con una forma , quella del contratto di
prestazione occasionale che di fatto è una possibilità per non applicare forme contrattuali
esistenti, con diritti e tutele che i lavoratori occasionali non hanno.
Allo stesso tempo abbiamo sempre evidenziato lo scarso profilo sanzionatorio previsto dalla
normativa in oggetto.
Con questo intervento, se sarà confermato, si peggiora una normativa già discutibile ,
spacciandola peraltro, come il titolo dell´emendamento recita ( Disposizioni per favorire il
lavoratore nell´ambito delle prestazioni occasionali ) , per una misura a favore dei lavoratori
stessi. Vi sottolineiamo gli elementi di novità, al netto della lettura più approfondita del testo che
ha anche alcuni passaggi scritti in modo non chiaro o contraddittorio rispetto alla normativa che
intende modificare :
Si introduce il principio della autocertificazione da parte dei lavoratori della loro condizione
soggettiva ( pensionati, studenti, disoccupati, non iscrizione negli elenchi anagrafici per i
lavoratori agricoli ... ) , elemento che poi condiziona pesantemente in negativo il già scarso
profilo sanzionatorio.
Si allarga il numero dei dipendenti oltre i quali è fatto divieto di ricorso al lavoro occasionale per
le aziande alberghiere e per le strutture ricettive ( che possono però utilizzare solo i soggetti di
cui al punto 8 della norma , già sopra citati ) aprendo un precedente pericoloso anche per futuri
allargamenti e di fatto ampliando l´utilizzo di uno strumento che "concorre" in dumping con il
lavoro stagionale .
Si amplia , per agricoltura, strutture alberghiere ed enti locali , il riferimento all´arco temporale
( da 3 a 10 giorni ) in cui l´utilizzatore deve comunicare oltre ad altri elementi anche la data di
inizio e di termine della prestazione e il monte orario complessivo presunto , lasciando molto,
troppo spazio a un possibile uso della piattaforma per coprire più che per far emergere lavoro non
regolare.
Si consente all´utilizzatore di poter effettuare il versamento delle somme utilizzabili per pagare il
prestatore anche attraverso un intermediario.
Si consente al prestatore la possibilità di avere il pagamento del compenso presso gli sportelli
postali, solo a seguito di richiesta all´atto della registrazione e con oneri a suo carico .
Queste sono le ragioni che ci hanno portato in queste ore, in modo unitario , a denunciare, anche
attraverso le mobilitazioni davanti alla Camera di queste ore e il lancio della petizione su
progressi.org, la gravità di un intervento sbagliato e penalizzante per i lavoratori e per il Paese ,
che di tutto ha bisogno fuorchè di lavoro sempre più precario e sempre meno tutelato.

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